Rito del Comparatico a Castelbuono


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Il rito del "comparatico e del commaratico" permette di instaurare un forte vincolo di amicizia tra due uomini o donne per intercessione di San Giovanni.
In Sicilia esistono due tipi di compari: quello di "coppula" o "birritta", ossia di battesimo, e quello "d’aneddu", ossia di matrimonio. A Castelbuono ve ne è un terzo: u "cumpari i San Juvann", il vincolo più sentito, un vincolo che lega a vita e con una forza indissolubile che veniva suggellato proprio nel giorno della festa di San Giovanni.
Il rito prevedeva, per gli uomini, di regalarsi un garofano rosso a vicenda recitando le seguenti parole: “cummar e cumpar cù piricudddu quann manciu un vogghiu a nuddu a finuta di manciar vogghiu tuttu i me cumpari pil d’or pil d’argent cumpar ora e pi sempr cumpar ì San Giuvann cumpar tutti l’ann”. Qualcuno aggiunge: “’nzocch aviim ni spartiim chiddu c’ammanca l’attruvam”. Quindi i due uomini si abbracciavano e mangiavano insieme le fave. Da quel momento il compare diventa un vero familiare a cui si tributano gli onori propri di questi se non maggiori.
Per le donne esistevano diversi riti per stringere commaratico: l bere un sorso d’acqua salata dallo stesso bicchiere proclamandosi cummar; mangiare un frutto recitando un Credo; ripescare un anello nell’acqua salata. Il rito più diffuso era quello del capello: due donne prendevano un proprio capello e lo intrecciavano con quello dell'altra donna insieme facendoli confondere, poi li buttavano via dicendo: “pilu piliddu vattinni o mari mi saluti a ma cummari mi saluti a cchiù bedda cu la cruna e la zagaredda”.

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