Curiosità sul fiume Amenano


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L'Amenano è il fiume sotterraneo di Catania. Possiede una lunga storia ricca di aneddoti che hanno alimentato miti e leggende.
Il Fiume Amenano è oggi il simbolo della tenacia della città, della capacità di risorgere dalle ceneri della lava e della distruzione, di avere la meglio sulla prepotenza del fuoco per la sua peculiarità di ricomparire misteriosamente dal nulla. Il nome di questo antico corso d’acqua deriva dall’ omonima divinità greca Amenanos con il corpo di toro e la faccia umana raffigurato in molte monete dell’antica Katanè risalenti al V secolo a.C.. Nel Medioevo il fiume venne chiamato Judicello perché attraversava l'antico quartiere ebraico della Giudecca e questo nome rimase in uso fino all'Ottocento. Seppellito dall'eruzione e colata lavica del 1669, l'Amenano divenne un fantasma silenzioso e sotterraneo: la colata lavica ricoprì buona parte della città fino a far scomparire il lago Nicito (che oggi da il nome all’attuale via), un tempo alimentato dal fiume Amenano, e ricoprire quasi l’intero corso del fiume. Catania mostra però ancora oggi tante sfumature del dio-fiume: i siti in cui si può ancora vedere il passaggio del fiume Amenano sono la Fontana dell’Amenano in Piazza Duomo, la Fontana dei sette canali della pescheria, la fontana centrale di largo Paisiello, il lavatoio del quartiere Cibali, la grotta all’interno di un locale in piazza Currò, le terme Achilliane, il pozzo di Gammazita e una parte del giardino di villa Pacini.

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