Origine e simboli degli Archi di Pasqua a San Biagio Platani


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Carlo Columba - CC2.5

Gli archi di Pasqua di San Biagio Platani affondano le loro origini nel XVII secolo.
Gli Archi di Pasqua sono monumentali archi vegetali, la cui altezza può raggiungere i tredici metri, realizzati con canne, agavi, salici, aranci, rami di alloro, rosmarino e palme, e decorati con sculture di pane, che vengono allestiti ogni anno in occasione della Pasqua a San Biagio Platani.
La tradizione di allestire questi splendidi archi nacque nella seconda metà del seicento quando le due confraternite della Madunnara, che aveva sede nella Chiesa Madre, e dei Signurara, con sede nella Chiesa del Carmine, si premurarono di delimitare artisticamente lo spazio sacro in cui, nel giorno di Pasqua, si sarebbe svolto l'incontro tra simulacri del Cristo Risorto e della Madonna.
Simbolicamente questi archi trionfali celebrano il trionfo della vita sulla morte, la vittoria del Cristo, ma allo stesso tempo rappresentano il risveglio della natura con l'arrivo della primavera. La struttura di questi archi infatti è realizzata dalla fusione di diversi materiali vegetali che celebrano con i loro colori e odori il risveglio della natura.
Gli archi di Pasqua creano lungo il corso principale di San Biagio Platani una monumentale scenografia a cui è legato un importante significato simbolico: gli archi vengono disposti in modo tale da riprodurre una chiesa. Viene riprodotta la facciata principale principale, la lunga navata centrale con tanti archi laterali, e l’abside.
A decorare queste splendide strutture sono artistiche sculture di pane, che divengono simbolo dei ritmi della vita di un popolo poichè frutto del duro lavoro dei campi. Ad arricchire ulteriormente queste opere monumentali sono le nimpe, ossia dei lampadari artistici decorati con un intreccio di datteri, fiori e ramoscelli di vario genere, e i mosaici realizzati con mandorle, spighe, granoturco, datteri, fiori e legumi.

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