Riserva Serre della Pizzuta


Riserva Serre della Pizzuta

Arbereshe - CC1.0

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 Piana degli Albanesi (PA)

La Riserva Naturale Orientata Serre della Pizzuta insiste su una superficie di 414 ettari nel territorio di Piana degli Albanesi.
La riserva è costituita da un complesso montuoso in cui si incastonano boschi di querce, grotte e piante autoctone. La cima più elevata è quella della Pizzuta, che da il nome all’intero complesso. Geologicamente, si tratta di alture di derivazione carbonatica risalenti al periodo Mesozoico. La superficie di natura calcarea reca i segni delle reazioni provocate dall’attraversamento continuo di acqua e dall’azione degli agenti atmosferici.
Interessanti dal punto di vista geologico e ambientale sono la Grotta del Garrone, o dei Ladroni, e quella dello Zubbione, nate grazie ad uno spiccato carsismo, attività chimica esercitata dall’acqua, sia sotterraneo che superficiale.
La Grotta del Garrone presenta al suo interno due piccoli laghetti alimentati dalle acque di stillicidio. Grazie al suo particolare microclima, all’interno della grotta è possibile osservare due tipi di felci molto rare in Sicilia: la scolopendria emionitide e la lingua cervina. La grotta è facilmente accessibile attraverso una finestra della volta ed uno scivolo di materiale franato attraverso il quale si accede ad una sala orizzontale dove poter ammirare i due laghetti.
La Grotta dello Zubbione è una delle più profonde cavità del territorio siciliano ed è caratterizzata dalla presenza di bellissimi depositi calcarei presenti nella Sala delle Conche, ricca di stalagmiti, e di piccoli specchi d’acqua nei quali le ricche pareti della volta si riflettono creando uno spettacolo suggestivo preseneti nella Sala dell’Obice. L’apertura della grotta è posta sul versante orientale della riserva ed il suo sviluppo è verticale.
Di interesse storico sono le neviere della Pizzuta. Si tratta di conche artificiali scavate alle quote più alte e nei versanti più freschi più adatti all'accumulo e al mantenimento della neve invernale. Accanto ad esse era costruito, con pietra locale, un edificio detto "casa neviera", che serviva come ricovero degli operai durante i giorni della lavorazione e per la custodia degli attrezzi e del materiale di lavoro.
Il paesaggio della Riserva è caratterizzato da ampie praterie ed ambenti rupestri che hanno comunque consentito il proliferare di specie erbacee endemiche. I boschi della riserva sono abitati da Istrici e Volpi, da usignoli, cinciarelle, rampichini e civette, da vipere, biacco e colubro di Esculapio. Le grotte invece sono diventate rifugio per una particolare specie di pipistrello, il Ferro di Cavallo Maggiore.
La Riserva è facilmente visitabile grazie ai sei sentieri che la attraversano: Il sentiero del Ladrone, che conduce fino alla Grotta del Garrone attraverso la parte meridionale della riserva; il sentiero della Norina, che attraversa un affascinante bosco di castagni; il sentiero della Pizzuta che raggiunge le alte quote; il sentiero delle Neviere, che percorre la vallata settentrionale passando per le neviere; il sentiero del Pozzillo, di alto valore naturalistico e paesaggistico.

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