Riserva Bosco di Ficuzza


Riserva Bosco di Ficuzza

tato grasso - CC3.0

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La Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago, poco distante dal paese di Corleone , è l’area verde più estesa della Sicilia occidentale, un luogo incantevole per chi ama la natura e il relax.
Si tratta di una riserva naturale, che si estende per 7.400 ettari, di grande valore: il bosco di Ficuzza è tra i più belli della Sicilia e sono presenti l’80% delle specie animali dell’intera regione. Questo luogo è rimasto intatto nel corso degli anni perché, vista la natura rocciosa dell’ambiente, non era possibile praticare l’agricoltura.
All’interno della riserva, accanto alla Real Casina, si trova l’unico centro recupero faunistico della Sicilia, diverse aree attrezzate e punti panoramici tra i quali Puntale Romengo che offre una splendida vista sulla valle.
Di interesse naturalistico sono: il sughero monumentale di Castrateria; Rocca Busandra, vetta di 1613 metri, la più alta della Sicilia occidentale e antica riserva di caccia dei Borbone, con crinali e punti panoramici per escursionisti; area dei laghetti, i gorghi “tondo” e “lungo”, che si trovano sul versante orientale, il versante di Godrano; e le Gole del Drago.
Le Gole del Drago sono un canyon naturale, formato dal fiume Frattina nel territorio di Corleone, a pochi km da Palermo. Le piccole cascate e le piccole piscine formate dall’acqua, le cosiddette Marmitte dei Giganti, sono un vero spettacolo della natura: sono grandi buche cilindriche e profonde dove l'acqua assume un andamento vorticoso. Avvicinandosi al letto del torrente si può notare come questo, attraverso l'azione erosiva dell'acqua e del carsismo, abbia solcato nel tempo la roccia formando voragini, mulinelli e piccole cascate nei quali l'acqua copiosa, prima scompare e poi riaffiora fra i massi e la lussureggiante vegetazione.
Si intravedono poi i resti di un muro di chiusa del torrente da dove l'acqua veniva convogliata per alimentare un mulino, di cui oggi si possono vedere solo alcune tracce.
Nel tratto dove la pendenza si attenua, si sono formate delle pozze con acqua limpida dove è possibile fare un bagno fra le felci, salici e olmi ed in compagnia della ricca fauna locale e variopinte libellule. Le pareti che chiudono il versante sono ammantate di piante rupestri di grande interesse botanico come l'euforbia legnosa, il cavolo di monte, il garofanino ed il cappero. Tra gli anfratti della roccia trovano rifugio colombi, taccole e rapaci come il gheppio e il falco pellegrino.
In escursione si può arrivare fino alla vasca principale dove si può sostare all'ombra dei grandi salici e pioppi. Da qui il torrente Frattina scende verso il Belice ed assumendo un andamento più tranquillo.
All’interno del parco di Ficuzza si trovano anche opere di interesse storico come La Real Casina Borbonica e il trono del Re.
La Real Casina di caccia è un palazzo reale imponente immerso nel verde, con davanti un enorme prato all’inglese e dietro il fitto bosco di Ficuzza. Il palazzo fu costruito per volere per volere del re Ferdinando di Borbone. Nel 1799, in seguito ad insurrezioni e all’avanzata napoleonica, il re lascia Napoli insieme alla sua famiglia per trasferirsi a Palermo, dove fa costruire la Palazzina Cinese, e a Ficuzza fa costruire la sua residenza estiva, la Real Casina Borbonica, ed il bosco diventa la sua tenuta di caccia. I lavori alla palazzina iniziarono nel 1802 ad opera dall’architetto regio Carlo Chenchi con modifiche apportate dall’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia, che si occupò anche del progetto della Palazzina Cinese. L'edificio, dalla facciata rettangolare e severa, ha pianta rettangolare con prospetto dalle linee neoclassiche dell'architettura siciliana, sovrastato dal gruppo scultoreo del dio Pan e della dea Diana con al centro lo stemma borbonico. Assieme alla palazzina vennero costruiti i fabbricati minori e la piazza centrale. All’interno è possibile visitare alcune sale. Purtroppo la maggior parte di esse hanno un aspetto spoglio a seguito dei saccheggi avvenuti durante le guerre. Di notevole interesse è la camera da letto del re che conserva ancora degli antichi dipinti che raffigurano delle scene di caccia. All’interno del palazzo è stato allestito il museo naturalistico del bosco della Ficuzza, che custodisce anche degli animali imbalsamati.
Il Pulpito del Re, o trono del re, si trova all’interno del Bosco della Ficuzza a un’altezza di 927 metri, nel cuore di una preziosa riserva naturale. Si tratta di un trono scolpito sulla roccia arenaria che il sovrano Re Ferdinando usava per cacciare stando seduto, mentre i battitori spingevano le prede verso di lui. Il bosco di Ficuzza infatti, alla fine del Settecento, era la riserva di caccia del re borbonico. Fu qui che il re fece costruire la Real Casina Borbonica, luogo di residenza estiva in cui poter esercitare la sua principale passione, ovvero la caccia. Della sedia del re rimane soltanto il piede, ma è sicuramente interessante scorgere questa costruzione nel mezzo del verde. A seguito di alcuni approfondimenti sul Pulpito del Re, si ritiene che il pulpito potrebbe essere un sito archeologico e, più precisamente, un’area sacra di epoca preistorica.

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