Acropoli di Selinunte


Acropoli di Selinunte

Dedda71 - CC3.0

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 Marinella (TP)
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L'Acropoli di Selinùs, Selinunte, è un altopiano calcareo che si affaccia a strapiombo sul mare all’interno del Parco Archeologico di Selinunte.
Ai primi anni della colonia risalgono diverse aree e piccoli santuari innalzati sull'acropoli, sostituiti circa cinquant'anni più tardi da templi più grandi e duraturi. Il primo di essi sembra sia stato il cosiddetto Mègaron nei pressi dei Templi B e C.
Verso la fine del VI secolo a.C. fu edificato con un muraglione a gradini, alto circa 11 metri, circondato da cortine scandite da 5 torri e 4 porte.
All'ingresso dell'acropoli si trova la Torre di Polluce che fu costruita nel XVI secolo a scopo difensivo e di avvistamento nei confronti dei corsari.
Nell’acropoli è presente un impianto urbanistico, risalente però al IV secolo a.C., cioè alla Selinunte punica, costituito da due strade principali che si incrociano ad angolo retto, intersecate a loro volta da altre vie minori. Ancora incerta resta la localizzazione dell'agorà.
Nell’area si trova inoltre, davanti al Tempio O, un'area sacrificale punica, la cui costruzione è posteriore alla conquista del 409 a.C., caratterizzata da ambienti costruiti con muretti a secco, all'interno dei quali erano depositati vasi contenenti ceneri, e anfore a siluro di tipo cartaginese.
Sono inoltre presenti i resti dell'ingresso monumentale all'acropoli costituiti da un propileo con pianta a forma di T, consistente in due corpi rettangolari di cui quello più avanzato con peristilio di 5 x 12 colonne.

Infine, sulla collina dell'acropoli sono stati rinvenuti i resti di numerosi templi di ordine dorico.

Il Tempio A e il Tempio O, di cui rimangono solo pochi resti, furono costruiti tra il 490 ed il 460 a.C. ed hanno una struttura pressoché identica tra loro. Presentano un peristilio di 6 x 14 colonne e internamente un pronao in antis, da una cella con adyton, e da un opistodomo in antis separato dalla cella. Nel muro tra pronao e cella del Tempio A vi erano due scale a chiocciola che portavano alla galleria superiore. Il pronao del Tempio A ha un pavimento a mosaico dove sono rappresentati la figura simbolica della dea fenicia Tanit, un caduceo, il sole, una corona e una testa bovina: esso testimonia il riutilizzo dell'ambiente in epoca punica come luogo religioso o come abitazione.

Un sacello, che risale al 580-570 a.C., presenta la struttura arcaica del mègaron ed era probabilmente destinato a conservare le offerte dei fedeli. Non presenta pronao e l'entrata ad est conduce direttamente nella cella racchiusa in fondo da un adyton quadrato, al quale venne aggiunto in epoca successiva un terzo ambiente. Il sacello era forse dedicato a Demetra Tesmofòros.

Il Tempio B risale all’epoca ellenistica è piccolo ed in cattive condizioni. Si ritiene fosse stato costruito intorno al 250 a.C., poco tempo prima che Selinunte venisse definitivamente evacuata, rappresenta il solo edificio religioso che attesta la modesta rinascita della città dopo la sua distruzione. Si ritiene potesse essere stato dedicato a Demetra o Asclepio-Eshmun, cioè ad un culto punico fortemente ellenizzato. Presentava un'edicola prostila di 4 colonne cui si accedeva per una scala di 9 gradini, con pronao e cella.

Il Tempio C è il più antico dell’acropoli, risale al 550 a.C. e probabilmente era dedicato ad Apollo. Nel 1925 sono state ricomposte e rialzate sul lato Nord numerose colonne con parte della trabeazione. Il tempio presenta un peristilio di 6 x 17 colonne, un ingresso preceduto da una scalinata di 8 gradini, un vestibolo con una seconda fila di colonne, il pronao, la cella e l'adyton collegati in un insieme stretto e lungo. Nel tempio sono presenti diversi elementi che mostrano inesperienza nella costruzione. Le colonne sono infatti tozze e massicce, in alcune di esse manca l'entasi, il rigonfiamento della colonna, altre presentano variazioni nel numero delle scanalature e oscillazioni nelle misure degli intercolumni.

Nel tempio sono stati rinvenuti diversi reperti di notevole pregio: alcuni frammenti di terrecotte policrome della decorazione della cornice; un grande gorgoneion fittile dalla decorazione del frontone; tre metope della facciata con rappresentazioni di Perseo, Eracle e Apollo, oggi conservate al Museo Archeologico di Palermo.
Il tempio aveva anche una funzione di archivio infatti al suo interno sono stati ritrovati centinaia di sigilli.
A est del Tempio C si trova il suo grande altare rettangolare di cui restano le fondazioni e qualche gradino.

Il villaggio bizantino del V secolo d.C., costruito intorno ai Templi C e D, è costituito da sole rovine. Nella parte nord dell'acropoli sono presenti altri due quartieri della città e prima di raggiungere l'abitato, vi sono le grandiose fortificazioni a difesa dell'acropoli. Si articolano come una lunga galleria, originariamente coperta, parallela al tratto delle mura nord, con numerosi passaggi chiusi ad arco, seguita da un profondo fossato difensivo varcato da un ponticello, e con tre torri semicircolari ad ovest, nord e ad est. Le fortificazioni sono da riferire sostanzialmente alle ricostruzioni di Ermocrate ed a interventi successivi.

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